About

Artista poliedrica che spazia dalla pittura alla scultura, design, poesia, illustrazione per l’infanzia e progettazione visiva; Classe ‘83, manifesta la sua arte attraverso molte forme e materiali, una passione innata che ben presto ha incontrato l’arte e l’ ha portata ad esporre le sue opere già da ragazzina partecipando attivamente a mostre personali e collettive ottenendo significativi premi e riconoscimenti nonchè positivi consensi da parte della critica. Laureata con massimo dei voti in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove inizia un primo importante approccio verso lo studio del colore e del segno attraverso diverse metodiche dalla percezione visiva e alle sperimentazioni con gli stessi. Prosegue gli studi qualificandosi come Web e Graphic designer presso l’Istituto Superiore di Comunicazione ILAS (Na); Da oltre dieci anni lavora nel suo studio a Pompei nel continuo mutamento da arte a design. L’arte di Grazia Santarpia appare come il riassunto e l’esegesi di un viaggio intimo, un percorso lento e minuzioso verso la scoperta del proprio io, assimilabile nell’esperienza all’unico universale. La tela su cui la pittrice costruisce il proprio diario di immagini diventa locus esclusivo di identità ed emozione, esplorazione e ricerca di un equilibrio che esorcizzi la mancanza di centralità interiore.
La scrittura utilizzata pone come oggetto primordiale il rapporto tra la germinazione e l’elemento matematico naturale, il sorgere di nuova linfa accompagnato da vibrazioni ataviche, linguaggio che declina in aree invase da grafemi, in circolarità simboliche e riflessioni sull’impermanenza e sull’eternità del flusso vitale. È proprio la ritualità della linea circolare, ripetuta all’infinito, quasi un mantra che invade la superfice, a divenire il mezzo espressivo di una materia introspettiva, di una realtà che trasla, si contorce su se stessa per insinuarsi nelle pieghe recondite del pensiero.
Il decorativismo minuto, il brulichio di cellule grafiche e il fermento vitale dell’horror vacui, sembra riproporre l’ancestrale rapporto aureo in uno spazio vivo nella mistica del segno. Come al microscopio esseri primigeni diventano materia di studio, lo sguardo si posa indagatore sulle forme che interrompono il flusso, pulsioni ed emanazioni che espandono codici interiori a cui l’artista continua ad appellarsi dichiarando se stessa e il proprio pensiero.
Le manifestazioni naturali che vivono nelle composizioni appaiono come icone simboliche, come nodi dell’esistenza in un processo di costante trasformazione, sono oggetti e soggetti silenti, da cui aspettarsi un’esplosione improvvisa. L’ambiguità di tali contrasti sconcerta e provoca curiosità, tutto sembra quiescente, inerte e contemporaneamente pronto ad un cambiamento
Anche la scelta prevalente del bianco e nero segue tale direzione, quasi un’esorcizzazione delle forze oscure che palpitano e gridano dalla coscienza, una netta separazione tra lati contrapposti dove l’uno e il suo doppio appaiono come prodromi della creazione svelando così la cosmogonia personale dell’artista. La naturale propensione di Grazia Santarpia all’indagine si unisce all’incessante sperimentazione attraverso un metodo di rappresentazione e di verifica oggettiva. Tutto il suo universo parte infatti da lì, da dove l’occhio si posa e coglie informazioni per poi trasferirle sulla tela, il punto di partenza per un viaggio dai molteplici approdi. Il cambio di registro appare quindi un’evoluzione necessaria, un’esigenza interiore che si dirige verso accensioni timbriche, raggi oscuri e frammenti incandescenti. I guizzi sembrano vagare lontani e separati per poi approdare di nuovo all’unità di immagine, in una fitta trama di associazioni e corrispondenze. Il gesto più animato, veloce e nervoso corre accompagnato da colori acidi, per un espressionismo materico che prende forma da una linea grafica che si scioglie pian piano verso l’astrattismo. La corporeità, la carne e la passione si liquefano in colature rosse, blu e gialle in un amplesso che è antefatto e conseguenza di un’entità singola, forte della propria centralità, quale elemento che occupa tutta l’area della tela con esuberante tracotanza.
Ugualmente prende piede in altre manifestazioni sperimentali, più attuali nella produzione dell’artista, la volontà di liberarsi dalla costruzione; nascono così, sviluppati da altre necessità, nuove forme in cui la materia si fonde in un’immagine timbrica, il suono diventa linguaggio da utilizzare per guidare la creazione tridimensionale, l’installazione e la scultura che crescono seguendo la naturale evoluzione creativa. Esplorando il processo di costante trasformazione dell’artista le manifestazioni appaiono come frammenti di vita, come nodi dell’esistenza in cui si percepisce quanto il codice da lei elaborato sia l’accesso alla conoscenza di archetipi ancestrali e di memorie ataviche appartenenti al sentire comune. le molteplici ricognizioni coloristiche naturali come persone, sono oggetti e soggetti al cui fascino è impossibile sfuggire.

Graziella Melania Geraci.

2002 Collettiva di Pittura
Città Torre Ann.ta (Na)
per la festa patronale del 22 ottobre.

2003 Estemporanea di
Pittura per la “Festa del Vino
a Boscoreale ”Na”

2004 Vincitrice del 1° Premio al
Concorso di Pittura Estemporanea
“Meraviglie e Misteri della Napoli
Antica”

2008 Collettiva di Pittura
“Quale Futuro” Presso l’Accademia
di Belle Arti di Napoli.

2010 Esposizione di tre opere
all’evento “I Park Art” Scafati (Sa)

2010 Esposizione personale
mostra di Pittura “Made in Woman”
Pompei (Na)

2011 Esposizione alla collettiva di Pittura
“Simposio di Forme e Colori”
presso Palazio Venezia (Napoli)

2011 2° posto alla
IV Biennale dei Giovani Artisti Campani
presso l’Istituto Colosimo, Napoli

2012 Collettiva di Illustrazione
“Ricicl’Arte Boscoreale (Na)

2012 Collettiva di Illustrazione
“Pompei Città dei Bambini”
Pompei (Na)

2013 Esposizione mostra pittura personale
presso il Liceo Classico Plinio Seniore,
C. mmare Di Stabia (Na)

2013 mostra di Pittura personale
preso Aula Consiliare
Comune di Pompei (Na)

2013 Mostra personale
“Il suono nel divenire della materia”
presso lo spazio Art Tre Salerno.

2014 Collettiva di Land Art
presso Oasi Dunale Legambiente
Paestum (Sa)

2014 Collettiva di Pittura “Speriamo che sia Femmina”
Torre Ann.ta (Na)
curata da Loredana Trisante

2015 Collettiva di pittura e Ceramica
presso Fornaci Di Martino, Salerno

2015 Collettiva di Land Art
presso Oasi Dunale Legambiente
Paestum (Sa) curata da G. Siani

2016 Performance pittura/fotografia
presso spazio “Art Tre”, Salerno

2016 Collettiva di Pittura presso
Tribunale di Torre Ann.ta
curata da Loredana Trisante

2015 Mostra personale presso
Spazio “Art Tre”, Salerno

2017 Collettiva di Pittura
“Rosso di Sera” presso spazio
Art Tre Salerno

2018 Collettiva di Pittura
“Eros” presso spazio
Art Tre Salerno

2018 Collettiva di Pittura “Speriamo che sia Femmina”
Torre Ann.ta (Na)
curata da Loredana Trisante

2019 Mostra Collettiva di Pittura
scultura-fotografia
“I Mille di Sgarbi” Curata da Vittorio Sgarbi
presso Magazzini del Sale Cervia (Ra)

2020 Mostra Collettiva di Pittura
"I Mille di Sgarbi" Curata da Vittorio Sgarbi
presso Museo Mario Rimoldi
Cortina D’Ampezzo - (BL)

2020 Mostra Collettiva di Pittura
"I Mille di Sgarbi" Curata da Vittorio Sgarbi
presso Magazzini del Sale
Cervia (RA)